Indagine Last (Giornale di Vicenza)

L’INDAGINE II laboratorio Cmr evidenzia le nuove tendenze degli orientamenti religiosi con differenze tra veneti, trentini e friulani: le altre religioni sono soltanto al 6-7%

Cattolici? Solo il 15% va a messa sempre

Nel Nord Est in pochi anni dimezzati i cristiani che frequentano assiduamente le funzioni religiose È salito fino al 32% il gruppo di chi non crede a nulla

Il Natale pare più un indicatore economico che una ricorrenza segnata da valori spiriturali e da riti

Il Nord Est parrebbe generalmente un territorio popolato da cattolici. Tuttavia, se confrontiamo quanto rilevato a livello nazionale con gli esiti di una ricerca curata nel 2000, possiamo osservare che da allora i cattolici decrescono di ben 19,2 punti percentuali, quando allora erano stimati al 79,2%. Tale travaso, però, più che andare a vantaggio di altri gruppi religiosi, va ad alimentare l’area della non-appartenenza: il 33,4%, contro il 18,8% del 2000». Così il sociologo Daniele Marini, direttore del laboratorio Community Media Research, il fulcro della nuova indagine in collaborazione con Intesa Sanpaolo, sugli orientamenti religiosi a Nordest.
IL NATALE INDICATORE ECONOMICO. Con la crisi, ma non solo per questo, il Natale «è annoverato fra gli indicatori dell’andamento dell’economia. La dimensione religiosa della ricorrenza, e non sempre, si declina nell’intimità familiare, nel privato, o confinato alle comunità dei credenti. Eppure – sottolinea Marini – la religiosità, così come l’ideologia politica, costituiva un universo di valori per le persone, un insieme di norme che contribuiva a guidare l’azione dei singoli».

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