Indagine LaST (L’Arena)

STUDIO. Il Cmr evidenzia la divisione tra critici e comprensivi sulle ultime generazioni, dove sono molti i disimpegnati
I giovani, rifiutati dal sistema produttivo o considerati “bamboccioni” e viziati
Legge e Inps non mandano in pensione gli anziani e questo genera «un effetto imbuto» nell’ingresso

 

Da una parte «nonostante i primi segnali di una ripartenza dell’economia nazionale, il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) è attestato attorno al 35%, quando nel resto dell’Europa viaggia mediamente a una misura inferiore della metà (19% circa)». Dall’altra, l’ultimo caso è denunciato dall’azienda padovana Antonio Carraro, «alcuni profili professionali restano disattesi da parte dei giovani, con imprese che non trovano manodopera disponibile, specializzata, da inserire anche con condizioni economiche vantaggiose». Insomma, sottolinea il sociologo Daniele Marini sintetizzando la ricerca sul tema di Community Media Research (con Intesa Sanpaolo – Cassa Risparmio Veneto), «prende corpo un’asimmetria fra domanda e offerta di lavoro che rende il mercato e le sue prospettive come un ginepraio in cui è difficile districarsi, dove famiglie, giovani e imprese hanno ciascuno una parte di ragione. E tutto ciò produce, nell’immaginario collettivo un corto circuito».

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