INDAGINE LAST (IL GIORNALE DI VICENZA)

L’INDAGINE Il laboratorio Cmr del sociologo vicentino Daniele Marini

Destra e sinistra superate: si sceglie il voto che conviene

«I cittadini usano la preferenza non perché “schierati” ma, di volta in volta, in base a persone e programmi»

Per farsi un’idea basta forse guardare la città di Padova. Tre anni fa, all’election day 2014, i cittadini votarono nelle stesse urne sia alle europee il leader Pd Renzi al 41.4%, sia il leghista Bitonci al 31%, destinato poi a diventare sindaco al ballottaggio. Due anni fa alle regionali votarono per il leghista Zaia al 43%, e al referendum costituzionale di dicembre hanno votato no (quindi contro Renzi) al 53%. Adesso hanno scelto il candidato sindaco Giordani del centrosinistra. Insomma, in politica non c’è più religione. E lo dimostrano i nuovi risultati del sondaggio elaborato dal sociologo Daniele Marini, direttore scientifico del Community Media Research, in collaborazione con Intesa SanPaolo-Cassa di risparmio del Veneto: «A dispetto di un immaginario diffuso i nordestini sono attenti alla politica più di quanto non si ritenga». L’ELETTORATO SI MUOVE A 25 anni dalla fine della Prima Repubblica il processo di assestamento del sistema politico nazionale non si è consolidato: la stessa vicenda della legge elettorale insegna che i cambiamenti di rotta sono repentini e continui. E che a Nordest il rapporto tra cittadini e politica sia contrastato, sottolinea Marini, lo dicono anche le ultime elezioni comunali: «Attratti più dalle liste civiche che dai partiti, quanti sono andati a votare. Invogliati all’astensione, gli altri». Morale, l’elettorato è «disorientato, talvolta disilluso e distaccato.

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