Indagine LaST: Spesa online per il 92% degli italiani, ma il negozio resta insostituibile

Piace agli italiani fare acquisti online, ma non si vuole rinunciare alla soddisfazione della compera in negozio. A patto che… I mutamenti negli orientamenti e nei comportamenti dei consumatori e, insieme, la diffusione delle nuove tecnologie digitali stanno producendo una carsica, ma radicale trasformazione nel sistema produttivo: non solo dell’industria, ma anche nel terziario. Il fenomeno è noto. Per un paese come l’Italia che pullula di micro imprese (oltre il 90% ha meno di 10 dipendenti) e dove i piccoli negozi hanno rappresentato la nervatura non solo commerciale, ma anche un presidio sociale del territorio e dei centri delle città, l’avvento delle grandi piattaforme distributive e delle vendite online sta rapidamente mutando il panorama. La diffusione e l’utilizzo di internet sta crescendo progressivamente. E lì è possibile acquistare ormai qualsiasi tipo di prodotto a prezzi più convenienti rispetto al negozio fisico. Dall’home banking, ai biglietti di treni e aerei, piuttosto che una cena al ristorante o la vacanza, fino a una trasferta in auto, tutto transita attraverso la rete. Facile, comoda, vantaggiosa economicamente.

 

La minore disponibilità di spesa delle famiglie, certificata da un andamento dei consumi per lungo tempo sostanzialmente piatto, ha incrociato le nuove opportunità offerte dalle tecnologie digitali. Secondo gli ultimi dati dell’Istat, nel 2017 i frequentatori di internet che acquistano online sono cresciuti dal 50,5% al 53,0% in un anno. Invece, fra quanti non hanno fatto acquisiti negli ultimi 3 mesi, il 43,2% ha comunque cercato informazioni su merci e servizi, o ha venduto beni online. Siamo ancora distanti dalle soglie raggiunte in Europa, dove la spesa in rete coinvolge l’81% dei britannici, il 79% dei danesi o il 73% dei tedeschi (Eurostat). Noi ci collochiamo al quart’ultimo posto sui 28 paesi della UE, davanti solo a Cipro, Bulgaria e Romania.

 

La Stampa, 25 giugno 2018

(altro…)

Categorie: Senza categoria

La società fluida blocca l’ascensore sociale

Un po’ si muove, ma così lentamente che sembra quasi fermo. È l’ascensore sociale degli italiani. Che non si tratti solo di una percezione è testimoniato dall’ultimo rapporto Istat sul paese.

Le caratteristiche ascritte, quelle derivanti dalle nostre origini, hanno un peso ancora oggi determinante nel prefigurare i percorsi biografici, scolastici e professionali. Meno di un quinto (18,5%) di chi parte dai gradini più bassi della stratificazione sociale raggiunge una laurea e una misura ancora inferiore (14,8%) arriva a svolgere una mansione qualificata. Nonostante una società fluida e altamente flessibile, malgrado le molteplici opportunità offerte dalle nuove tecnologie in termini di occupazione e inventiva. Anzi, proprio in virtù di questo nuovo contesto competitivo caratterizzato da un’epoca di cambiamenti radicali, le disuguaglianze tradizionali tornano ad assumere un peso di rilievo. Perché chi ha risorse familiari e reti di relazioni scarse, in assenza di un sistema di infrastrutture sociali stabile e strutturato, incontra maggiori vischiosità nei suoi percorsi. Detto altrimenti, se un/una giovane non ha alle spalle una famiglia dotata di risorse economiche e relazionali significative, faticherà assai a intraprendere percorsi formativi prolungati e fare investimenti in percorsi professionalizzanti (master, Erasmus, permanenze all’estero,…). Poiché disponiamo di pochi strumenti e politiche finalizzate a redistribuire le opportunità, e quelle che funzionano hanno risorse scarse, ecco che l’unico trampolino (sociale) di lancio rimane la famiglia d’origine, con il suo patrimonio materiale e immateriale. E con il contesto sociale ed economico di sfondo a costituire lo scenario all’interno del quale i soggetti si muovono e trovano un capitale sociale spendibile.

La Stampa, 28 maggio 2018

(altro…)

Categorie: Senza categoria

Italiani e lavoro: realizzazione personale, autonomia e percorso di crescita

Il lavoro con la persona al centro. È così che larga parte della popolazione lo vorrebbe. Dove la dimensione soggettiva prevale su quella collettiva. O, come si sarebbe detto un tempo, di “classe”. A ben vedere, si tratta di un rovesciamento di prospettiva o, forse, di arricchimento: perché l’una (soggetto) potrebbe coesistere con l’altra (collettivo). La ricorrenza del 1° maggio, dedicata a commemorare le lotte per le conquiste dei diritti dei lavoratori, dovrebbe essere un’occasione di riflessione per comprendere i cambiamenti profondi sottesi in una delle dimensioni più importanti nella vita delle persone. Il lavoro è oggi un crocevia di trasformazioni e, nello stesso tempo, di contraddizioni. I cambiamenti hanno toccato il modo di lavorare, le organizzazioni delle imprese, i profili professionali. Tutto ciò s’è riflesso sulla struttura sociale dei lavoratori. Alle tradizionali classi omogenee (operai, impiegati) si è sostituita un’articolazione di gruppi professionali innumerevole da elencare, frammentata al suo interno e di difficile rappresentazione. Ma le metamorfosi del lavoro non terminano qui, anzi.

 

La Quarta rivoluzione industriale sta iniziando a dispiegare i propri effetti, e non solo all’interno del sistema produttivo. I processi di digitalizzazione applicati agli ambienti lavorativi, l’interazione uomo-macchina (che apprende) intervengono sulle mansioni e sulle competenze necessarie in modo radicale. Si sta aprendo un nuovo orizzonte per il lavoro o, meglio, per i lavori. L’insieme di questi aspetti rende il suo futuro un ambito di sperimentazione interessante, ma nello stesso tempo rischioso. Perché pone il problema di una possibile polarizzazione fra inclusione ed esclusione dalla opportunità di avere una cittadinanza attraverso il lavoro. Ed è qui che nascono le contraddizioni. Diversi giovani entrano sul mercato del lavoro con continue interruzioni e riprese, occupazioni sottopagate che impediscono loro di realizzare progettualità di vita. Altri ancora decidono di cercare maggiori fortune all’estero. Le opportunità per loro sembrano ridursi rispetto alle generazioni precedenti, e ciò genera un’ansia sociale diffusa.

La Stampa, 30 aprile 2018

(altro…)

Categorie: Senza categoria

la ripresa economica secondo gli italiani

La ripresa c’è, ma non sembra toccare me. È questa la percezione più diffusa fra le famiglie italiane che, negli ultimi anni, paiono in parte aver assorbito le difficoltà patite con l’avvio della crisi di 10 anni fa. Non sono uscite ancora (tutte) dal tunnel nel quale sono entrate dal 2008: alcune (poche) hanno visto migliorare le proprie disponibilità economiche, altre (la maggioranza) ritengono di avere un reddito rimasto stabile, talune (diverse) invece sono salite su un ascensore economico discendente. Le loro previsioni per quest’anno si polarizzano fra chi avverte che la stagione più critica sia alle spalle. E, per contro, chi intravede un’incertezza sulle prospettive. Come se la società italiana, lasciando dietro di sé il periodo economico più buio, si trovasse più divisa al suo interno. Una polarizzazione che s’è riverberata anche nel voto del 4 marzo scorso.

Che il leggero miglioramento non si fondi solo su percezioni, è testimoniato anche dai dati della Banca d’Italia. Nel 2016 il reddito medio annuo delle famiglie italiane si è attestato a 31.469 euro, in leggera crescita rispetto a due anni prima (+3%), ma ancora ben distante dal raggiungere la soglia dei 36.142 degli anni precedenti la crisi (2006). A sostegno ulteriore di un miglioramento complessivo dell’economia nazionale vengono i dati del PIL e le sue proiezioni non solo del Governo, ma anche di diversi istituti nazionali e internazionali che registrano una progressione del nostro sistema produttivo. Progressione lenta rispetto agli altri paesi europei, ma comunque con un segno positivo crescente nel tempo. Tuttavia, il nuovo slancio dell’economia richiede tempo prima che si manifesti concretamente nelle risorse disponibili alle famiglie (salari). La crisi, com’è noto, ha eroso una parte consistente delle disponibilità economiche delle famiglie, la cui più immediata conseguenza si è registrata nel crollo dei consumi. E, più in generale, ha alimentato un sentimento di impoverimento che per una parte è diventata effettivamente una condizione oggettiva di povertà. Per altri ha preso la forma di una deprivazione relativa: la difficoltà a mantenere il livello di vita sperimentato in precedenza, che ha colpito soprattutto una parte del ceto medio.

La Stampa, 26 marzo 2018

(altro…)

Categorie: Senza categoria

Il Nord a due velocità’

In-sofferente. È il filo rosso che accomuna le condizioni e i sentimenti del Nord del paese. L’in-sofferenza (col trattino) riverbera, nello stesso tempo, situazioni contrapposte e solo apparentemente paradossali. Essa racchiude il malumore verso un sistema statuale, burocratico e fiscale ritenuto inadeguato a reggere le sfide che una competizione internazionale impone. Riforme promesse e mai giunte a compimento, livelli di tassazione ancora assai onerosi, infrastrutture inadeguate rappresentano un fardello pesante sulle spalle di un pezzo del sistema produttivo proiettato sui mercati internazionali. Imprese che prima e durante la crisi hanno continuato a investire in processi di innovazione e di internazionalizzazione, e che cominciano a raccogliere i frutti dei loro sforzi. I dati sono lì a confermare la bontà delle performance: secondo Unioncamere Veneto la produzione industriale nel quarto trimestre del 2017, rispetto allo stesso periodo del 2016, si assesta a +6,3%, con esiti ancora migliori per le Pmi. Per Unioncamere Lombardia, nel medesimo intervallo di tempo, è cresciuta del 5%. E sono solo gli ultimi di una serie positiva che dura ormai da diversi trimestri. Per non dire dei distretti industriali: anch’essi hanno subito un processo di metamorfosi, riorganizzando la propria struttura interna e diventando oggi “dis-larghi” ovvero filiere produttive che hanno allungato le loro reti di fornitura ben oltre i confini territoriali e nazionali.

La Stampa, 14 marzo 2018

(altro…)

Categorie: Senza categoria

I nordestini scelgono quotidiani, radio e tv per formarsi opinioni

social_media_strategyAttenti alle vicende della politica nazionale, più di quanto non si pensi. Utilizzatori multicanali nell’informazione, ma l’opinione si forma soprattutto tramite i quotidiani. Potrebbe sintetizzarsi in questo modo, a pochi giorni dalle elezioni, il comportamento prevalente dei nordestini nell’aggiornarsi sui fatti politici secondo l’ultima rilevazione di Community Media Research. Più di un terzo (37,5%) s’informa costantemente su quanto accade nell’area politica, in particolare in Friuli Venezia Giulia (54,6%). Se aggiungiamo che il 56,1% segue saltuariamente (in generale o in modo discontinuo, soprattutto fra trentini e alto atesini: 77,3%) e solo il 6,4% dichiara di aggiornarsi poco o nulla, possiamo affermare che la popolazione – seppure in diversa misura – sia attenta alle questioni politiche più di quanto non veicola l’opinione comune.

Ma attraverso quali mezzi s’informano e poi si creano le opinioni su questi temi? I due aspetti (informazione e opinione) non sono identici e i risultati dimostrano l’esistenza di comportamenti differenziati. In primo luogo, internet (29,8%, ma non i social: 11,5%), quotidiani (24,1%) e TV (20,7%) si contendono il podio dei canali principali. Quindi, vi è una sostanziale tripartizione delle fonti informative che privilegia la rete in generale, ben più che i social (facebook, twitter) cui invece gran parte dell’informazione si abbevera. In secondo luogo, se consideriamo gli strumenti secondo la loro analogia, otteniamo che gli Old Media (quotidiani, TV, radio: 52,8%) tutti assieme hanno ancora la preminenza sui New Media (internet, social: 41,3%) come fonti cui attingere le notizie. Con qualche differenza: agli Old Media sono più affezionati gli adulti (oltre 45 anni) e chi ha già deciso di andare a votare; mentre ai New Media guardano con favore i più giovani (fino a 44 anni), gli studenti, chi è disilluso della politica ed è indeciso sul voto. Molto pochi, invece, si affidano alle reti delle Relazioni Sociali (associazionismo, familiari, colleghi: 5,9%) per ottenere news sulla politica.

(altro…)

Categorie: Blog, Blog, Blog, Blog, Blog, Blog

Italiani: multimediali, ma tradizionali nel formarsi opinioni

testate_giornalistiche2Attenti alle vicende della politica nazionale, più di quanto non si pensi. Utilizzatori multicanali nell’informazione, ma l’opinione si forma soprattutto tramite i media tradizionali, e segnatamente i quotidiani. Potrebbe sintetizzarsi in questo modo, a pochi giorni dalle elezioni, il comportamento prevalente degli italiani nell’aggiornarsi sui fatti politici. La campagna elettorale e le iniziative collegate spingono inevitabilmente le persone a un maggiore interesse verso l’offerta dei partiti, le proposte dei leader e i loro programmi. Da diverse settimane siamo immersi, e spesso anche sommersi, da comunicati, prese di posizione, interviste e presenze televisive. Con i candidati pronti a rilasciare dichiarazioni sugli eventi clamorosi di giornata, ma assai meno sui temi di prospettiva per il paese (economia, lavoro, infrastrutture, demografia). È praticamente impossibile non venirne a contatto. Ciò non di meno, la volontà di comprendere e districarsi nelle contorte vicissitudini della politica risulta significativamente elevata presso la popolazione.

Come dimostra l’ultima rilevazione di Community Media Research più di un terzo degli italiani (37,1%) s’informa costantemente su quanto accade nell’arena politica, cui si somma il 41,9% che segue, sebbene più in generale: in qualche misura, tende l’orecchio, è attento, ancorché in modo più distaccato. In ogni caso, complessivamente quasi quattro quinti degli italiani (79,0%) dichiara un coinvolgimento verso i temi politico-elettorali. Con qualche differenza di orientamento: le categorie più attente sono soprattutto i maschi, gli adulti rispetto ai giovani (benché anche fra questi la prevalenza segua in generale i fatti politici), chi è più istruito e soprattutto chi è deciso ad andare a votare.

Continua a leggere

(altro…)

Categorie: Senza categoria

Tags: , , , ,

Politica a Nordest: cresce il disincanto

ELEZIONI, ANNULLATE COMUNALI MESSINA 2005: SI TORNA A VOTAREDiminuisce il distacco dei nordestini dalla politica, ma non aumenta l’identificazione verso i partiti. Piuttosto, cresce una “vicinanza disincatata” e, soprattutto, un atteggiamento negoziale verso l’offerta politica. Ciò si spiega osservando lo svolgersi di una campagna elettorale attraversata da un fil rouge: l’incertezza. C’è una politica delle incertezze e un’incertezza verso la politica. La prima è determinata da un insieme di fattori. La stessa nuova legge elettorale, sulla scorta delle previsioni di voto, sembra consegnerà al paese una tri-polarità che – allo stato attuale, se si vorrà dare un governo – richiederà almeno che due poli si accordino fra loro. Situazione oggi deplorata e rifuggita nelle dichiarazioni ufficiali, per non scontentare la propria base elettorale, ma che dietro le quinte vede i diversi attori cercare abboccamenti reciproci.

Che dire poi dei proclami elettorali. Proprio per cercare di attrarre un elettorato disaffezionato, s’è generato un vero e proprio “mercato delle promesse”, una sorta di bazar elettorale, dal quale recentemente gli stessi vescovi hanno messo in guardia. E che, paradossalmente, trova gli stessi alleati all’interno delle coalizioni in disaccordo fra loro. Dunque, ci ritroviamo di fronte a una politica che si mostra indeterminata nelle sue visioni e nei programmi per il futuro del paese. È la politica delle incertezze. Ciò è il riverbero di un’altra dimensione che spaventa le forze politiche: l’incertezza verso la politica. Essa trova alimento nella possibilità che un novero cospicuo di elettori non si rechi alle urne, in particolare fra le giovani generazioni.

(altro…)

Categorie: Senza categoria

Gli italiani al voto

cq5dam.web.738.462Diminuisce il distacco degli italiani dalla politica, ma non aumenta l’identificazione verso i partiti. Piuttosto, cresce una “vicinanza disincatata” e, soprattutto, un atteggiamento negoziale verso l’offerta politica. Ciò si spiega osservando lo svolgersi di una campagna elettorale attraversata da un fil rouge: l’incertezza.

Non è una novità in assoluto, ma questa volta appare pervasiva fra gli schieramenti e all’interno degli stessi. C’è una politica delle incertezze e un’incertezza verso la politica. La prima è determinata da un insieme di fattori. La stessa nuova legge elettorale, sulla scorta delle previsioni di voto, sembra consegnerà al paese una tri-polarità che – allo stato attuale, se si vorrà dare un governo – richiederà almeno che due poli si accordino fra loro. Situazione oggi deplorata e rifuggita nelle dichiarazioni ufficiali, per non scontentare la propria base elettorale, ma che dietro le quinte vede i diversi attori cercare abboccamenti reciproci. Che dire poi dei proclami elettorali. Proprio per cercare di attrarre un elettorato disaffezionato, s’è generato un vero e proprio “mercato delle promesse”, una sorta di bazar elettorale, dal quale recentemente gli stessi vescovi hanno messo in guardia. E che, paradossalmente, trova gli stessi alleati all’interno delle coalizioni in disaccordo fra loro. Dunque, ci ritroviamo di fronte a una politica che si mostra indeterminata nelle sue visioni e nei programmi per il futuro del paese. È la politica delle incertezze.

La Stampa, 29 gennaio 2018

(altro…)

Categorie: Senza categoria

Tags: , , , , ,

La nuova indagine LaST tra fake news, economia e politica

marinifakz-kkhD-U11011834165306eOB-1024x576@LaStampa.itUn viaggio fra le opinioni e la conoscenza che gli italiani hanno di alcuni fenomeni di grande attualità: le prospettive economiche delle famiglie nel 2018; le fake news e l’informazione; gli orientamenti verso al politica. L’Indagine LaST (Community Media Research in collaborazione con Intesa Sanpaolo per La Stampa) nella nuova rilevazione #fakebook intende esplorare gli orientamenti degli italiani verso alcune dimensioni che costituiscono i pilastri delle nostre comunità.

 

Per partecipare al sondaggio clicca qui

Categorie: Indagine LaST

Pagina 1 di 1312345...10...Ultima »