cultura

Di seguito tutte le news appartenenti al seguente tag

Ambiente, Cultura e Sport: la partecipazione attiva a Nordest

sportLa partecipazione dei cittadini, nelle sue diverse forme, è un elemento generatore della democrazia. Lo descriveva bene Giorgio Gaber quando cantava che “libertà è partecipazione”. E, ancora più indietro nel tempo, diversi studiosi ne hanno sottolineato l’importanza. Alexis de Tocqueville, nel suo La Democrazia in America (era il 1835), osservando il brulicare dell’associazionismo in quella realtà, riteneva che una partecipazione organizzata dei cittadini fosse l’unico antidoto per limitare la tendenza dell’individuo a chiudersi in se stesso, da un lato; e, dall’altro, a contenere l’intervento dello Stato nei diversi ambiti della società. Mediante il compartecipare le persone socializzano, condividono valori e obiettivi, attenuano le spinte individualistiche, limitano l’intervento pubblico: in definitiva, in tutte le molteplici forme in cui essa si può sviluppare, costituisce un ordito necessario alla coesione sociale e alla tenuta della democrazia. È uno strumento di libertà.

Che il Nordest sia ricco di queste espressioni partecipative lo raccontano non solo l’esperienza quotidiana, ma anche i numeri. L’ultimo censimento Istat (2011) stima siano presenti nel Nordest 38.900 istituzioni no profit (il 12,9% dell’Italia), oltre 4.700 le associazioni di volontariato (il 10,8% dell’Italia, CSVNET, 2015). Complessivamente, poco più di 600.000 nordestini s’impegnano gratuitamente per gli altri, quasi un cittadino su 9 (Istat, 2013) comprendendo anche i minori. Insomma, un pullulare di formichine sul territorio che tessono relazioni e solidarietà. In una parola, contribuiscono silenziosamente ad accrescere il capitale sociale. La ricerca di Community Media Research  testimonia l’intensità di questa presenza, ma rileva anche segnali di un processo di erosione che vanno attentamente valutati.

 

(altro…)

Categorie: Senza categoria

Tags: , , ,

#Lastitaly. Individualisti e familisti: gli italiani oggi

piazza-di-spagnaItalia, popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori e trasmigratori: queste qualità – enunciate da Mussolini all’epoca delle conquiste coloniali – sono rimaste nella rappresentazione sociale, oltre che impresse nel marmo del Palazzo della Civiltà italiana all’EUR. Altri, prima e dopo di lui, hanno messo in luce ulteriori aspetti, ora positivi, ora negativi che hanno provato a descrivere gli italiani. Al di là delle valutazioni che si possono dare, l’aspetto di rilievo è legato alla edificazione di un immaginario collettivo in cui potersi riconoscere e identificare. Costruire la rappresentazione di una collettività, piuttosto che di un territorio o di un prodotto assume oggi, ancor più di ieri, un aspetto qualificante. Per affermare un’idea, un progetto, per indicare una direzione da seguire, è necessario dotarsi di un orizzonte comune, di significati condivisi. È sufficiente rinviare a quanto impegno dedicano le imprese per imporre il brand dei propri prodotti per comprendere come la costruzione di un’identità sia oggi un obiettivo economico strategico.

La Stampa p. 35, 27 giugno 2016

 

(altro…)

Categorie: Senza categoria

Tags: ,

#lastart: valorizzare il patrimonio culturale

330px-Reggia_Venaria_Reale-IMG_1882Avere una ricchezza e non saperla valutare adeguatamente. Accade di possedere qualcosa di valore, ma di non rendercene conto. È la nostra “ricchezza estetica”: il patrimonio artistico, architettonico e culturale diffuso sul territorio. Disponiamo una fonte di risorse (potenziali), ma non sappiamo utilizzarla in modo fruttuoso. La quotidianità nell’incrociare palazzi, piazze, siti, monumenti andando al lavoro, piuttosto che passeggiando per i centri delle nostre città, li rende usuali: fanno parte del nostro paesaggio. Ma è quando andiamo in un paese estero che possiamo considerare quanta e qual è l’abbondanza di ricchezze diffuse di cui disponiamo. Oppure quando un monumento è danneggiato dall’incuria nostra o da visitatori maldestri e maleducati. O ancora quando un turista straniero si meraviglia per la quantità di opere presenti. Per un paese come l’Italia che non dispone di materie prime pregiate, la storia ci ha lasciato un insieme di “risorse estetiche” che hanno poche eguali al mondo. E che se fossero ben utilizzate, potrebbero generare (e già oggi lo fanno) una parte significativa del PIL.

(altro…)

Categorie: Senza categoria

Tags: ,

#lastart. Risorse artistiche: asset fondamentale del Made in Italy

piazza unitàAccade di possedere qualcosa di valore, ma di non rendercene conto. Abbiamo una ricchezza, una fonte di risorse (potenziali), ma non sappiamo utilizzarla in modo fruttuoso. Così avviene per il nostro patrimonio artistico, architettonico e culturale in generale. La quotidianità nell’incrociare palazzi, piazze, siti, monumenti andando al lavoro, piuttosto che passeggiando per i centri delle nostre città, li rende usuali: fanno parte del nostro paesaggio. Ma è quando andiamo in un paese estero che possiamo considerare quanta e qual è l’abbondanza di ricchezze diffuse di cui disponiamo. Oppure quando un sito archeologico è danneggiato dall’incuria nostra o da visitatori maldestri e maleducati. O ancora quando un turista straniero si meraviglia per la quantità di opere presenti. Per un paese come l’Italia che non dispone di materie prime pregiate, la storia ci ha lasciato un insieme di “risorse estetiche” che hanno poche eguali al mondo. E che se fossero ben utilizzate, potrebbero generare (e già oggi lo fanno) una parte significativa del PIL.

 

(altro…)

Categorie: Senza categoria

Tags: , , ,

La riforma del Jobs Act promossa dal 75% dei nordestini

lavoro_slider-1728x800_cIl lavoro è un terreno delicato sul quale, in particolare in Italia, si consumano spesso scontri ideologici, più che confronti fra idee. Una prova palese l’abbiamo avuta nelle discussioni sulla recente riforma del mercato del lavoro, il Jobs Act. È delicato perché è un fattore centrale nella costruzione dell’identità individuale e sociale delle persone. È un elemento costitutivo della dignità e dell’inclusione sociale. Non a caso è iscritto nel primo articolo della nostra Costituzione, rendendo il lavoro la colonna vertebrale della nostra convivenza civile, il fattore attorno al quale si edifica il nostro sistema di welfare. Per converso, a tale importanza non sempre corrisponde un adeguato sostegno da parte del sistema pubblico. Basti pensare al mal funzionamento degli ammortizzatori sociali, all’assenza di un sistema di formazione continua e di orientamento scolastico e professionale. Al fatto che la ricerca di un’occupazione è lasciata alle reti di relazione degli individui e delle famiglie: le stime indicano in una forbice fra il 2 e il 4% gli ingressi nel mondo del lavoro intermediati dai Centri per l’Impiego. Dunque, l’onere di una ricerca – ancor più pesante in questi anni di crisi – è caricata sulle famiglie. Ciò spiega l’elevata sensibilità che si manifesta sui temi che riguardano il lavoro e le modifiche delle regole che lo governano.

(altro…)

Categorie: Politica

Tags: , , ,

Come nascono le opinioni degli italiani

Schermata 2015-03-05 alle 10.14.29Come fondiamo le nostre opinioni? Attraverso quali mezzi? Il 57,6% forma le proprie opinioni tramite la lettura di quotidiani e riviste, seguito dal 47,4% che dichiara di farlo riflettendo autonomamente. Più distanti troviamo internet e i social network (27,7%) e le discussioni con i familiari (22,2%). Televisione (12,6%) e radio (4,5%) sembrano non avere un ruolo fondamentale nella costruzione dell’opinione.

Si tratta di una classifica tendenzialmente rovesciata rispetto all’effettivo utilizzo. I veicoli odierni delle notizie sono sicuramente la tv, i social o la radio, ma non costituiscono uno strumento utile ad articolare una valutazione, un’opinione. Perché per sedimentarla ci vuole tempo, uno spazio dedicato e individuale di apprendimento

(altro…)

I giovani del “presente continuo”

youth-summit-lgL’esito dell’ultima indagine LaST sulle diverse forme di progettualità della popolazione italiana testimonia il clima di incertezza che domina e attraversa le generazioni, seppure con intensità assai diverse. Ed è inoltre il confronto fra le età a mettere in luce forti discontinuità. Una prima osservazione pone in grande evidenza le diversità fra le generazioni nel vivere la quotidianità e il futuro. Da un lato, i giovani appaiono polarizzati fra un orientamento ispirato al carpe diem, al vivere esclusivamente il presente (80,1%), e da un clima d’incertezza che rende loro impossibile fare scelte definitive (81,6%). Dall’altro, se l’incerto pesa – seppure in misura assai inferiore – anche fra gli adulti (59,4%), tuttavia si caratterizzano per una maggiore capacità di realizzare progetti di lungo periodo (46,3%) rispetto ai giovani (11,1%). Dunque, giovani declinati nel “presente continuo”, adulti nel “futuro prossimo”. Considerato il contesto attuale, potrebbe essere diversamente? Certamente no.

(altro…)

Categorie: Senza categoria

Il confronto generazionale

teens I photoE’ possibile individuare quali siano le caratteristiche utili – almeno nell’immaginario collettivo – a definire le giovani generazioni? E quali sono quelle degli adulti? La ricerca LaST (Laboratorio sulla Società e il Territorio) ha messo a confronto fra loro le diverse generazioni. Non solo chiedendo di sottolineare le peculiarità dei giovani, ma anche degli adulti. Ponendo così le valutazioni delle diverse generazioni allo specchio. Sono state proposte agli interpellati una serie di caratteristiche cui associare un voto (scala da 1 a 10). L’esito finale è una classifica che delinea gli elementi distintivi delle diverse generazioni che presenta molti spunti interessanti.

Un primo risultato dice che i giovani hanno caratteristiche più accentuate e individuabili rispetto agli adulti. Ovvero, sono le generazioni adulte a non avere tratti così distintivi come quelle dei più giovani. È sufficiente scorrere i punteggi assegnati nelle due classifiche per osservare la minore visibilità delle generazioni più mature. Se il valore medio dei tratti dei giovani è complessivamente 6,4, questo scende a 5,7 fra gli adulti. Dunque, più che i giovani, sono gli adulti a essere invisibili, meno precisabili. Perché fatichiamo a delimitarne i contorni. Forse perché gli adulti di oggi, quando si atteggiano con comportamenti simili ai giovani, perdono la capacità di essere un punto di riferimento: si assimilano.

(altro…)

Migranti: risorsa o problema?

IMMIGRAZIONE: DOMANDE; TANTI IN CODA A ROMA, NESSUNA TENSIONE. UNA MEDIA TRA I 30-100 PERSONE IN FILAUn aspetto di interesse è che nella percezione pubblica il problema dell’ordine pubblico e della sicurezza sembra esistere sempre meno una differenza netta fra gli italiani e gli stranieri. Per ben quattro interpellati su cinque (82,4%) la delinquenza può essere provocata indifferentemente dagli uni piuttosto che dagli altri. Si tratta di un orientamento che attraversa in modo quasi indistinto la popolazione, di un sentimento diffuso, benché i più giovani (meno di 34 anni), gli studenti e chi ha un’occupazione di carattere tecnico-dirigenziale, sia ancor più propenso rispetto alla media. Ma è dal confronto con un’analoga indagine svolta nel 2007 (Demos&Pi) che alcuni risultati assumono un valore ancor più interessante. Cresce in modo sensibile la percezione positiva del ruolo dei migranti nelle nostre comunità, sia sul versante espressivo che economico. In particolare, quasi tre interpellati su quattro (72,7%) esprimono una valutazione positiva rispetto alla nostra apertura culturale generata dalla presenza dei migranti nei nostri contesti.

(altro…)

Categorie: Senza categoria

Tags: , ,

Gli orientamenti verso i migranti: i profili

Sommando le risposte rilevate dall’indagine LaST, è possibile delineare alcuni profili degli interpellati di fronte al fenomeno migratorio che possono essere così sinteticamente delineati. Il gruppo più consistente è quello dei favorevoli (52,9%) ovvero di chi manifesta un atteggiamento moderatamente positivo nei confronti dei migranti. Si tratta di un orientamento diffuso e omogeneo nella popolazione, ma che ha nella componente maschile, nei più anziani e nelle casalinghe un riverbero maggiore. A questo gruppo si può associare quello degli accoglienti (13,2%), coloro i quali esprimono in larga prevalenza valutazioni largamente positive nei confronti della presenza degli stranieri. Si tratta di una quota minoritaria composta soprattutto dai 55-64enni, da chi risiede nel Nord Ovest e da quanti possiedono una laurea. Più consistente, invece, è il gruppo degli ambivalenti (28,8%): le loro valutazioni si alternano tra un’opzione negativa e una positiva, la cui somma presenta un risultato prossimo allo zero. Abitano questo gruppo con una maggiore prevalenza la componente femminile, le fasce d’età centrali e attive sul mercato del lavoro (35-54enni), chi risiede nel Mezzogiorno, gli imprenditori, gli operai e i disoccupati, chi ha una licenza media o un diploma. Infine, abbiamo gli avversi (5,1%) nei confronti dei migranti, coloro che sottolineano esclusivamente le dimensioni negative della loro presenza nelle nostre comunità. Come si può osservare, è una quota marginale fra gli interpellati, ma non per questo motivo non degna di attenzione nel comprendere le motivazioni di un simile orientamento.

Pagina 1 di 212