indagine LaST

Di seguito tutte le news appartenenti al seguente tag

INDAGINE LAST (L’ARENA)

L’INDAGINE. Evidenziato un divario tra la realtà di questa terra e l’immaginario collettivo

Veneti, molto lavoratori ma egoisti e insoddisfatti

Marini sonda cosa pensa di se stesso il Nordest e mette in guardia: «Pare che nell’immagine veda soltanto i lati oscuri e meno positivi.»

I veneti si sentono lavoratori, di sicuro. Ma anche, per uno su quattro, interessati più ai soldi che alla cultura. E poi mai soddisfatti, e anche egoisti. Solo uno su dieci, in questa regione, ritiene che siamo soprattutto di carattere «autonomista». E molti meno ancora sono quelli che indicano come caratteristica forte l’essere altruisti e solidali. O anche – e non stupisce di meno, in quella che un tempo fu indicata come la «sacrestia d’Italia» – l’essere religiosi. Insomma: i veneti e i nordestini «si guardano allo specchio e l’immagine che riverberano ha un profilo non univoco, con più ombre che luci». Così il sociologo vicentino Daniele Marini sintetizza i risultati su questo versante dell’indagine che ha curato come direttore del Cmr-Community Media Research, in collaborazione con Intesa Sanpaolo-Cassa di risparmio veneto.

Continua a leggere

Categorie: Senza categoria

I PARTITI A NORDEST: ESSENZIALI PER LA DEMOCRAZIA MA VOTI PIU’ SELETTIVI

votoIl rapporto fra nordestini, partiti e politica è segnato da un sentimento contrastato, testimoniato anche dalle recenti elezioni amministrative. Attratti più dalle liste civiche che dai partiti, chi è andato a votare. Invogliati all’astensione, gli altri. Potrebbe essere altrimenti? Stiamo ancora vivendo un processo di assestamento del sistema politico nazionale avviato con la caduta della Prima Repubblica, ma che a distanza di circa un quarto di secolo (sic!) non ha ancora trovato un consolidamento. I cambiamenti di rotta poi sono così repentini – si veda quanto sta accadendo sulla riforma elettorale – da lasciare disorientati anche gli analisti politici più esperti. Mentre il mondo muta, gli attori politici sono avviluppati in logiche tutte interne, incapaci di esprimere visioni coerenti del futuro, progettualità di respiro. È inevitabile, quindi, che l’elettorato appaia disorientato, talvolta disilluso e distaccato. Però non è immobile e qualcosa pare si stia trasformando negli orientamenti. L’ultima ricerca sulle opinioni della popolazione ha provato a sondare gli orientamenti dei nordestini su questi temi. Proviamo a raccogliere i principali segnali che emergono.

(altro…)

Categorie: Senza categoria

INDAGINE LAST (Il GIORNALE DI VICENZA, L’ARENA)

L’INDAGINE Il laboratorio Cmr del sociologo vicentino Daniele Marini

Destra e sinistra superate: si sceglie il voto che conviene

«I cittadini usano la preferenza non perché “schierati” ma, di volta in volta, in base a persone e programmi»

Per farsi un’idea basta forse guardare la città di Padova. Tre anni fa, all’election day 2014, i cittadini votarono nelle stesse urne sia alle europee il leader Pd Renzi al 41.4%, sia il leghista Bitonci al 31%, destinato poi a diventare sindaco al ballottaggio. Due anni fa alle regionali votarono per il leghista Zaia al 43%, e al referendum costituzionale di dicembre hanno votato no (quindi contro Renzi) al 53%. Adesso hanno scelto il candidato sindaco Giordani del centrosinistra. Insomma, in politica non c’è più religione. E lo dimostrano i nuovi risultati del sondaggio elaborato dal sociologo Daniele Marini, direttore scientifico del Community Media Research, in collaborazione con Intesa SanPaolo-Cassa di risparmio del Veneto: «A dispetto di un immaginario diffuso i nordestini sono attenti alla politica più di quanto non si ritenga». L’ELETTORATO SI MUOVE A 25 anni dalla fine della Prima Repubblica il processo di assestamento del sistema politico nazionale non si è consolidato: la stessa vicenda della legge elettorale insegna che i cambiamenti di rotta sono repentini e continui. E che a Nordest il rapporto tra cittadini e politica sia contrastato, sottolinea Marini, lo dicono anche le ultime elezioni comunali: «Attratti più dalle liste civiche che dai partiti, quanti sono andati a votare. Invogliati all’astensione, gli altri». Morale, l’elettorato è «disorientato, talvolta disilluso e distaccato.

POLITICA E PARTITI: LA PERCEZIONE DEGLI ITALIANI

democrazia-1132x670Il terreno della politica è magmatico. E non si tratta qui di formazioni politiche che si scompongono e ricompongono di continuo, di alleanze variabili o delle intenzioni di voto, ma della percezione della popolazione verso le culture politiche e i partiti. Gli orientamenti degli italiani su tali argomenti sono attraversati da un insieme di tensioni, talora anche contrastanti fra loro. Potrebbe essere altrimenti? Stiamo ancora vivendo un processo di assestamento del sistema politico nazionale che ha preso avvio con la caduta della Prima Repubblica, ma che a distanza di circa un quarto di secolo (sic!) non ha ancora trovato un consolidamento. I cambiamenti di rotta poi sono così repentini – si veda quanto sta accadendo in queste settimane sulla riforma elettorale – da lasciare disorientati anche gli analisti politici più esperti. Nel frattempo, in questi 25 anni, il contesto mondiale è radicalmente cambiato, le condizioni e i fattori della competizione sono mutati, abbiamo attraversato (e non è ancora terminata) una delle crisi economiche più profonde, il terrorismo internazionale è arrivato in Europa. A fronte di tutto ciò, gli attori politici sono avviluppati in logiche tutte interne, incapaci di esprimere visioni coerenti del futuro, progettualità di respiro. È inevitabile, quindi, che l’elettorato appaia disorientato, talvolta disilluso e distaccato.

La Stampa, 19 giugno 2017

(altro…)

Categorie: Senza categoria

Tags: ,

INDAGINE LAST: COME CAMBIANO IL LAVORO E IL SINDACATO

UnionIl mondo del lavoro diventa progressivamente un universo di galassie professionali. La diffusione di sempre nuove tecnologie e il dipanarsi della quarta rivoluzione industriale se sicuramente rendono obsoleti alcuni lavori, nello stesso tempo aprono orizzonti alla nascita di nuovi mestieri, con competenze diverse dalle precedenti. Come in una sorta di “big bang”, stiamo assistendo – quasi giornalmente – a un’espansione dell’universo lavorativo e al sorgere di nuove attività. Le conseguenze di simili fenomeni investono una molteplicità di ambiti e aprono nuove sfide nella sfera dei diritti e dei doveri, delle imprese e dei lavoratori, delle tutele e della rappresentanza. Ecco, la rappresentanza. È diventato un mestiere complicato, per tutte le forme organizzate degli interessi, sia chiaro: dalle associazioni imprenditoriali, a quelle professionali e istituzionali, per non dire dei partiti. Ma le organizzazioni dei lavoratori, fra tutte, hanno una lunga storia alle spalle e anch’esse conoscono un’impasse. Che deriva da alcuni ordini di motivi.

La Stampa, 1 Maggio 2017

(altro…)

Categorie: Senza categoria

Tags: , , ,

PESO ECONOMICO VS PESO POLITICO DELLE REGIONI A NORDEST

bilancia_1Il territorio ha assunto, negli ultimi anni, un’importanza crescente nella discussione pubblica e politica. E il Nordest è stato, dalla seconda metà degli anni ’90 fino a pochi anni fa, sicuramente al centro di un’attenzione particolare: fra le aree più scandagliate, analizzate e discusse non solo in ambito nazionale. Ciò è accaduto per il concorrere di un insieme di aspetti. Sicuramente, grazie alle performance economiche, ma anche sociali. Grazie al ruolo dei distretti industriali, ma anche alle capacità di integrazione sociale con l’arrivo dei migranti. Soprattutto, il Nordest ha anticipato e imposto sul piano nazionale il tema della centralità del territorio e del suo capitale sociale, della sussidiarietà e del federalismo nello sviluppo di una realtà. Poi sono arrivati i processi di globalizzazione che hanno amplificato il ritorno alla categoria del territorio. Le nuove tecnologie ci connettono col mondo, i sistemi produttivi si localizzano oltre i confini originari e allungano le proprie reti prescindendo dalle frontiere, la finanza non ha barriere, le migrazioni spostano porzioni di intere popolazioni: osservando simili fenomeni, si può ben dire che stiamo diventando un “grande caseggiato globale”.

 

(altro…)

Categorie: Senza categoria

IL TERRITORIO: PESO ECONOMICO, POLITICO E NEL PERCEPITO DEGLI ITALIANI

Puzzle Pieces, Map on ItalyIl territorio ha assunto, negli ultimi anni, un’importanza crescente nella discussione pubblica e politica. E ciò accade per il concorrere di un insieme di aspetti. Sicuramente, i processi di globalizzazione hanno un ruolo centrale nel ritorno alla categoria del territorio. Le nuove tecnologie ci connettono col mondo, i sistemi produttivi si localizzano oltre i confini originari e allungano le proprie reti prescindendo dalle frontiere, la finanza non ha barriere, le migrazioni spostano porzioni di intere popolazioni: osservando simili fenomeni, si può ben dire che stiamo diventando un “grande caseggiato globale”. Nella costruzione (inconsapevole) di questo nuovo “condominio”, però, si alimenta anche un sentimento di spaesamento, di perdita di riferimenti tradizionali: c’è bisogno, quindi, nello stesso tempo di ancorarsi alle proprie radici, alle identità sociali del proprio territorio originario. Più spesso non in modo alternativo: nel contempo desideriamo essere aperti al mondo e cerchiamo di ancorarci alle nostre radici. Anche la politica, e non solo quella nostrana, sta riscoprendo l’importanza del territorio, seppure con grande fatica.

 

(altro…)

Categorie: Senza categoria

Tags: , , , , , ,

#INDAGINELAST. STATO, MERCATO, SOCIETA’: LA COMPETIZIONE COME SVILUPPO O AUMENTO DISUGUAGLIANZE?

Successful leaderSperimentiamo un tempo in cui gli scenari mutano con elevata rapidità. Nel giro di pochi anni siamo passati dal diffondersi della globalizzazione e dell’apertura dei mercati internazionali, al riemergere di protezionismi e al riaffermare sovranità nazionali. È la conseguenza a un processo avvenuto in modo accelerato e disomogeneo, non adeguatamente regolato. I movimenti di opinione populisti e sovranisti, tesi a un ritorno alle vecchie regole, hanno buon gioco e trovano in una parte consistente della popolazione un’accoglienza elevata. Il cambiamento quando non genera sviluppo, ma una minore distribuzione della ricchezza e di opportunità, produce resistenze. Ciò avviene in quasi tutto il Vecchio Continente (e non solo), ma nel nostro paese trova una particolare intensità: l’ascensore sociale si è sostanzialmente bloccato e le speranze di una mobilità si sono ampiamente ridotte. La lentezza, poi, con cui stiamo uscendo da un lungo periodo di recessione appesantisce ulteriormente la percezione di vivere in un paese che non offre possibilità di sviluppo e di crescita. Così, una parte dei giovani decide di spostarsi all’estero, alcune imprese dislocano i loro centri decisionali e talvolta produttivi in parti del mondo più dinamiche. Se a tutto ciò aggiungiamo che l’Italia rimane un paese ad alto tasso di corporativizzazione, dove l’intreccio di interessi è talmente vischioso da rallentare – se non bloccare – qualsiasi tentativo di riforma; dove si reclama il cambiamento, ma ciò deve riguardare prima gli altri; dove la cultura dei “diritti a prescindere“ prevale su quella della “responsabilità”, possiamo comprendere come la “sindrome dello zero-virgola” costituisca un meccanismo sociale e culturale, prima ancora che economico: temiamo il cambiamento perché potrebbe peggiorare le condizioni, anziché migliorarle.

La Stampa, 27 febbraio 2017

 

(altro…)

Categorie: Senza categoria

Tags: , ,

A NORDEST L’ASCENSORE SOCIALE PUNTA VERSO IL BASSO

social-class-wordleIl fenomeno della polarizzazione delle condizioni è uno dei lasciti della crisi finanziaria ed economica avviata nel 2008. Quello più evidente ha investito il sistema produttivo: le imprese si sono divise in modo sempre più netto fra chi ha ottenuto performance positive e chi ha manifestato difficoltà sempre più marcate. Generalmente, le prime sono quelle che hanno investito nei processi di innovazione e si sono aperte alle relazioni con i mercati esteri. Le seconde, invece, sono quante non hanno saputo/potuto innovare e hanno operato esclusivamente sul mercato domestico. Fra questi due poli, lo spazio di manovra ispirato a un’attesa passiva in vista di un miglioramento, ha prodotto solo esiti negativi e fatto scivolare fuori dal mercato. Ora questo processo di divaricazione sempre più netto si sta spostando dal piano del sistema produttivo a quello delle famiglie e degli individui. E tutto fa pensare che avrà una velocità relativamente elevata, di cui già oggi avvertiamo i segnali. È sufficiente consultare gli ultimi dati per verificare l’accentuarsi di un fenomeno di recrudescenza della povertà e di polarizzazione nelle condizioni economiche delle famiglie.

(altro…)

Categorie: Senza categoria

Tags: , , , ,

APPARTENENZA AI GRUPPI SOCIALI: UN’ISTANTANEA SULLA PERCEZIONE DEGLI ITALIANI

ascensoreL’avvento della crisi finanziaria ed economica nel 2008 costituisce uno spartiacque per i paradigmi dello sviluppo, i cui effetti sono tuttora presenti sotto molteplici dimensioni. Fra le conseguenze, la più evidente è la polarizzazione del sistema produttivo: le imprese si sono divise in modo sempre più netto fra chi ha ottenuto performance positive e chi ha manifestato difficoltà sempre più marcate. Generalmente, le prime sono quelle che hanno investito nei processi di innovazione e si sono aperte alle relazioni con i mercati esteri. Le seconde, invece, sono quante non hanno saputo/potuto innovare e hanno operato esclusivamente sul mercato domestico. Fra questi due poli, lo spazio di manovra ispirato a un’attesa passiva in vista di un miglioramento, ha prodotto solo esiti negativi e fatto scivolare fuori dal mercato. Ora questo processo di divaricazione sempre più netto si sta spostando dal piano del sistema produttivo a quello delle famiglie e degli individui. E tutto fa pensare che avrà una velocità relativamente elevata, di cui già oggi avvertiamo i segnali. È sufficiente consultare gli ultimi dati per verificare l’accentuarsi di un fenomeno di recrudescenza della povertà e di polarizzazione nelle condizioni economiche delle famiglie.

La Stampa, 30 gennaio 2017
Il Secolo XIX, 30 gennaio 2017

(altro…)

Pagina 1 di 212