Monitor sul Lavoro

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MONITOR SUL LAVORO (CORRIERE DELLA SERA)

Il welfare metalmeccanico va
Ora tocca alla formazione

Federmeccanica tiene il punto e lavora all’implementazione del contratto firmato un anno fa. Community media research ha condotto, per conto dell’associazione di rappresentanza delle imprese meccaniche, un’indagine sul welfare aziendale. Intervistati io6o lavoratori dipendenti. Alla presentazione dei risultati, ieri, hanno partecipato anche il presidente del Cnel Tiziano Treu e il consigliere economico di Palazzo Chigi Marco Leonardi. Obiettivo dello studio: monitorare la percezione del welfare garantito dalle aziende ora che il contratto prevede ioo euro di «benefici in natura» per quest’anno, 150 nel 2018 e Zoo nel 2019. Già nel luglio scorso, quando sono state fatte le interviste, iniziative di welfare erano presenti nel 54,2% delle aziende.

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MONITOR SUL LAVORO (IL SOLE 24 ORE)

Industria meccanica. Nel 40% dei casi gli istituti sono stati introdotti con la contrattazione di secondo livello negli ultimi due anni

Il welfare in un’impresa su due

Migliora il benessere aziendale, ma il 90% degli addetti preferisce aumenti salariali

Per ora la maggior parte degli operai continua a preferire denaro in busta paga, piuttosto che benefits. Ma la strada, dopo il rinnovo del contratto dei metalmeccanici dello scorso novembre, è tracciata: l’adozione di strumenti di welfare aziendale è sempre più ampia (l’ha scelta una impresa su due), un nuovo corso che sta facendo germinare nuove relazioni industriali e una maggiore diffusione anche della contrattazione di secondo livello nei territori. L’impegno di Federmeccanica, che ieri ha presentato i risultati del quarto Monitor sul Lavoro (realizzata da Community media research) è finalizzato proprio a superare il clichè del «pochi, maledetti e subito», promuovendo un approccio in grado di mettere la persona al centro, creando valore. «Questi strumenti devono portare un valore economico e migliorare la performance delle nostre aziende – ha spiegato il presidente di Federmeccanica, AlbertoDal Poz-.Il nuovo contratto non è stato un traguardo, ma un punto di partenza da qui si parte per la personalizzazione delle piattaforme, per una maggiore diffusione nei territori. La prossima sfida è la formazione: non un costo, ma un vantaggio competitivo che, magari strutturando i rapporti già attivi lungo la filiera fornitore-cliente, potrà servire per adeguare le persone ai nuovi bisogni del digitale».

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